La mente matematica è la capacità di percepire strutture invisibili nei sistemi complessi e sentire una spinta quasi fisica a ottimizzarle. A differenza del perfezionismo, guidato dall'ansia, è una compulsione estetica: l'incapacità di ignorare una soluzione più elegante finché non viene trovata e applicata. L'autore racconta questa tensione attraverso la costruzione di un archivio digitale personale, nato per affrontare i bug sistemici del mondo reale.
Il problema di avere una mente strutturata è che l'efficienza diventa una droga. E, come tutte le droghe, ti frega il tempo.
Alcuni lo chiamano "perfezionismo", ma non lo è: si somigliano, ma non sono la stessa cosa. La differenza è nella loro radice:
- Il perfezionista non si ferma mai perché teme che quel che produce non sia abbastanza buono, è guidato dall'ansia e dalla paura;
- La "mente matematica" non si ferma finché non riesce ad applicare la soluzione più elegante che riesce ad immaginare, è guidata da una visione.
Il primo scappa da qualcosa. L'altro insegue qualcosa.
L'efficienza come droga non è perfezionismo, anche se mi è capitato di chiedermelo. Secondo il mio parere, è compulsione all'ottimizzazione: non "deve essere perfetto" ma "so che esiste una struttura migliore, e non riesco a ignorarla finché non la trovo e non la applico."
La differenza con un'abitudine o con una preferenza è questa: l'abitudine la puoi ignorare senza disagio, mentre ignorare una compulsione ti crea una tensione interna finché non l'assecondi.
È un... disturbo estetico, non un disturbo d'ansia.
Il paradosso però è reale: ti rubano il tempo, anche se in modi diversi. E visti dall'esterno possono sembrare due scenari identici, intercambiabili.
Prima della pubblicazione ufficiale mi sono fermato a guardare questo mio sito, la struttura del database che ho tirato su e le bozze dei prossimi articoli (tecnici e non) che sto scrivendo. E mi sono chiesto: ma chi me lo ha fatto fare? Perché, in un periodo in cui non ho tempo nemmeno per respirare, mi sono anche ficcato nella costruzione di un archivio digitale da zero?
La risposta è nella "citazione" qui sopra. Quando guardo i problemi operativi delle aziende, i contratti scritti male, i software che si bloccano a metà progetto, i fuffa-guru che prosperano a spese di chi non sa, o non può, difendersi... io non vedo solo singoli incidenti isolati: vedo una struttura, invisibile agli altri a quanto pare, di bug sistemici.
Vedere quella struttura e non fare nulla per correggerla, per me, è impossibile. È un'esigenza quasi fisica: è la "mente matematica".
Potevo fare come tutti quelli che aprono un sito web oggi: mettere un template standard, copiare quattro articoli scritti con l'intelligenza artificiale per fare un po' di SEO e sperare che qualcuno arrivasse a cliccare. Ma sarebbe stato un insulto alla logica, al lettore, alle mie capacità e alla mia ambizione.
Così, ho preferito complicarmi la vita progettando un sistema pulito, asincrono, dove ogni pezzo di analisi (che si parli di perizie tecniche o di architettura dei flussi) dovrà essere "quadrato".
Ci vorrà tempo? Sì, e non gratis. La droga di cui parlavo all'inizio non l'ho sconfitta: è ancora lei a decidere come spendo le ore che non ho, e questo sito ne è la prova. Non te la racconto come una virtù: è un costo, e lo pago. L'unica cosa che ho deciso io è la direzione.
Questo luogo crescerà pian piano, una pagina alla volta? Certamente.
Il feed dei social mi odierà perché rifiuto il loro rumore quotidiano e preferisco il silenzio operativo? Assolutamente sì, e la cosa più bella è che me ne importa quanto della coda di un gatto (se non è chiaro, proviamo così: "si fotta il feed")!
Se ti va di curiosare e di capire come la mia "mente matematica" si muove nel caos disordinato dei problemi reali, mettiti comodo. Troverai qui, alla categoria "Marginalia", tutti gli sviluppi: conterrà solo le mie note a margine, senza formattazione commerciale e senza filtri.
Se vuoi saperne di più, scrivimi.
Dove finisce il caos, inizia la chiarezza. Se sei arrivato fin qui, sai già che il feed non è che rumore. Io lo chiamo Veleno, ma non credere che sia un'esagerazione... infatti è anche peggio del veleno: il feed è una dipendenza che ti ruba la vita, una scimmia seduta sulla tua spalla che ti controlla, che ti usa.
Se vuoi pensare chiaro in un mondo confuso, insieme a me, puoi seguirmi dove il veleno non arriva:
- sul mio sito scriptoriumaeternum.net;
- oppure sul mio SubStack - Segni di Vita, dove potrai ascoltare la versione audio degli articoli.
E se preferisci pensieri brevi, da sessanta secondi alla volta, cerca i video dei miei Minuti di Lucidità sui social, su Telegram e su WhatsApp: iscrivendoti o seguendomi riceverai una notifica quando pubblicherò qualcosa, sarà molto comodo per non perdere i prossimi contenuti.
Il feed sparisce. Le parole restano. E ti cambiano da dentro.
Da bambino avevo un poster che diceva:
Non camminare davanti a me, potrei non seguirti; non camminare dietro di me, potrei non guidarti; cammina al mio fianco...
Quindi sì, seguimi. Ma camminiamo insieme.