Una riflessione sul momento in cui la consapevolezza arriva all'improvviso, come un fulmine nel buio, e ci costringe a fare il punto sulla nostra esistenza. A differenza dei confini inventati come «la dieta da lunedì» o «i propositi per capodanno», questo è un vero punto zero, spontaneo e genuino: non un incantesimo, ma un punto di svolta da cui ricominciare ad attraversare, adesso, la propria valle.

Arriva un momento, nella vita di molti di noi, in cui fare il punto della nostra esistenza non è più un qualcosa che si possa rimandare.

Per alcuni quel momento arriva dopo una grossa delusione, magari in amore, mentre altri si trovano sotto il maglio della consapevolezza quando scoprono di essere affetti da una malattia, specialmente se incurabile o invalidante. Altri si scoprono infelici una mattina, semplicemente guardando dentro la tazza del latte a colazione. Altri ancora si rendono conto che la vita ha preso una piega inaspettata da un certo momento in avanti, senza riuscire però ad identificare quel momento con precisione, e capiscono di non aver mai vissuto periodo più bello.

Succede a 50 anni, come a 35, come a 70: non esiste una regola, non è uguale per tutti, né è detto che accada realmente.

Però, quando accade, non si può ignorare.

Quando accade è come una rivelazione improvvisa, è un attimo: un pensiero si insinua nella testa, e poi sotto la pelle, fino a raggiungere l'anima! E non c'è più alcun modo per liberarsene: puoi distrarti per un po', ma la mente torna sempre lì; ogni evento, per quanto casuale e non correlato, ti riporta a quel pensiero; ti rendi conto che ogni canzone che passa alla radio ti parla proprio di quello, e che non l'avevi mai capita davvero fino in fondo; ogni decisione da prendere ormai passa solo attraverso quel nuovo filtro del quale non riesci più a fare a meno, ché ormai quella considerazione, quella rivelazione, quella riflessione è il centro di tutto!

Se ti è capitato, non preoccuparti: è normale, il cervello è fatto così e non puoi sfuggirgli. E rassegnati: ormai esiste solo la vita prima di quel momento e la vita dopo quel momento, non potrai mai riunirle e unificarle. E poi, perché dovresti? La mente umana adora le soluzioni di continuità, specialmente quando si tratta di date.

La dieta? Sono certo che hai deciso di farla che era un giovedì, ma ti sei detto "la comincio lunedì". E che inizierai a risparmiare per quel tuo progetto "dall'inizio del prossimo mese" anche se quando l'hai deciso era il 19 del mese precedente. E che smetterai di fumare "ad anno nuovo", farai sport "da settembre", eccetera.

Perché il confine netto, con una data che sembra naturalmente fatta apposta per "iniziare", crea un'ancora a cui la mente si aggrappa volentieri: fa da reset, è rasserenante, dona l'illusione del controllo in una vita che, per sua stessa natura, è caotica.

Tutti questi esempi però sono confini inventati, non naturali, non spontanei, che ci inventiamo - più o meno inconsciamente - per separare un ipotetico prima da un altrettanto ipotetico dopo. Il momento in cui arriviamo alla Consapevolezza, invece, non l'abbiamo architettato apposta per aggrapparci ad esso alla ricerca (spesso vana) di un nuovo inizio… no, quello è un vero punto zero, spontaneo e genuino, che possiamo sfruttare per cambiare direzione o per confermare quella in cui stiamo andando con maggiore intenzionalità.

Le cose non seguiranno il percorso lineare che ci piacerebbe credere quando decidiamo "lunedì, dieta" o "a settembre, palestra", quindi non sarà un cambio repentino riconoscibile dal prima al dopo, non vedremo realmente il confine netto - che poi è fittizio - che proviamo a raccontarci per convincere noi stessi, ma sarà piuttosto come un fulmine nel buio, un attimo improvviso di Lucidità che ci permette di vedere meglio dove siamo, dove eravamo, dove stiamo andando… ma soprattutto dove vogliamo andare realmente (le ultime due cose possono anche coincidere, anzi è bello quand'è così)!

Il fulmine dura meno di un battito di ciglia, ma cambia tutto: ciò che abbiamo visto nel buio di quell'istante non cancella il buio stesso, ma ci rende consci di cosa vive in quel buio, di cosa ci circonda. L'oscurità ritorna subito, ma intanto abbiamo visto quel che c'era da vedere e possiamo incamminarci. Uscire dalla valle in cui siamo richiederà giorni, o mesi, non sarà mai un "da lunedì, la dieta!", ma l'istante del fulmine resterà sempre quel momento in cui siamo riusciti a distinguere il prima dal dopo, realmente! Non sarà più "barare", non sarà l'invenzione di un gancio laddove non ce ne sono, sarà un vero punto di svolta.

Un punto di svolta, non un incantesimo: non significa che da domani sarai in grado di volare, e nemmeno che camminerai senza sosta, ma "solo" che hai chiaro il percorso; ci saranno sbagli, giorni in cui resterai seduto, giorni in cui ti renderai conto che hai camminato per ore nella direzione opposta, ma… non è un problema, fa parte del "gioco" (tra virgolette, perché non è mai un gioco: è la tua vita).

Vogliamo semplificarla? Se fosse la dieta, non sarebbe "da lunedì niente sgarri", quanto un "da adesso, subito, sto più attento nei limiti del possibile"; se fosse il proposito di smettere di fumare non sarebbe "prima fumavo, da capodanno non più", quanto un "smetto già da oggi di portare con me il pacchetto, se poi stasera quando torno a casa capita vorrà dire che almeno non avrò fumato durante il giorno" oppure un "compro il tabacco invece delle sigarette, così metà del tempo lo passo a rollare e solo l'altra metà a fumare" o ancora un "se l'accendo non sarà un dramma, magari la spegnerò dopo qualche boccata invece di finirla".

Quest'opportunità di ricominciare o, per meglio dire, di aggiustare il tiro è molto preziosa e quando capita non va sprecata; ma è inutile specificarlo, perché - come ho detto - quando si presenta non si affaccia con discrezione, non si lascia ignorare: arriva e sconvolge ogni cosa, ed è dunque quasi impossibile gettarla via!

Resta solo una domanda: e adesso?

Adesso nel senso più nudo che esista: non lunedì, non a settembre, non da capodanno. Adesso. ORA! Perché il punto di svolta è proprio questo - l'unico inizio che non ti sei inventato per darti un contentino - e un inizio, per sua natura, non si contempla: si attraversa. Il fulmine ti ha mostrato la valle; restare fermi a fissare il punto in cui è caduto non porta da nessuna parte.

Lo so, perché ci sono passato: il mio fulmine è già caduto, la mia valle l'ho vista bene, e ho deciso che il primo passo per uscirne sarebbe stato esattamente questo. Ciò che trovi qui, nel mio Scriptorium Aeternum, non è una teoria che ho preso da un libro: è il rumore del mio Maglio!

E se sei arrivato a leggere fino in fondo, forse un fulmine simile l'hai visto cadere anche tu... magari tempo fa, magari proprio in questi giorni, magari adesso, leggendo. Se è così, non hai bisogno che ti dica cosa fare: lo sai già.

È esattamente QUI che tutto inizia!


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